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Questo è il primo di una serie di interviste con alcuni dei più interessanti street-artist internazionali. Abbiamo cercato di andare oltre l’intervista standard, indagando i temi che spingono l’artista ad esprimersi con il proprio linguaggio..

Cominciamo con Marvin Tiberious Crushler, l’alter-ego di Ryan Spring Dooley

INFART: Ciao Marvin! Street-artist americano , un po’ milanese, ma adesso napoletano . Chi sei e cosa ti ha spinto in Italia ?

MARVIN: Sono arrivato in Italia ingenuamente per scoprire il rinascimento , sono rimasto per il degrado , mi piace il degrado in quanto spinge la gente che si deve sempre arrangiare a gestire certe libertà ed avere nel bene e nel male una certa ragione su tanti processi anche culturali. A Milano le poche strutture serie che proponevano attività culturali erano abusive. A Napoli tutto è abusivo.

3rdeye Intervista a Marvin Tiberious Crushler

Mi ricordo un libretto di fotocopie che mi è stato regalato, con la copertina magenta, tutto fatto a mano. Un casino di disegni che raccontano storie. Le figure si fondono, escono, si trasformano. E’ espressività pura, istintiva, senza regole … ! Oppure ci sono delle regole nei meccanismi che ti fanno produrre in questo modo?

Un’ amica che conosce me e il mio modo di lavorare da tanto tempo mi ha suggerito di sforzarmi a creare qualche meccanismo editoriale. Ci sto provando nei miei lavori video , aiuta a volte ad avere dei vincoli , pure scrivendo in italiano mi arrangio in espressioni poetiche che magari per gli altri non significano un bel niente . Qualche mese fa uno stronzo ubriacone , quando smetteva per un attimo di parlarmi di fatti di calcio e del grandissimo Napoli , mi ha confessato il suo amore per l’ignoto nella pittura e nell’espressione umana . Mi capita spesso di finire in discorsi mistici con dei cazzoni alle 4 di notte , questo ti fa capire che Vittorio Sgarbi o altri critici famosi , stanno per forza a fare un grande coro di auto celebrazione … perché sono abbastanza d’accordo con questo tizio che manco sapeva che Parma fosse in Italia , l’arte è bella quando è un mistero , forse mi sto parando il culo anch’io , ma è veramente bello rappresentare o scoprire qualcosa che non ha una ragione specifica . Questo tipo che era un ottimo critico d’arte ha detto che era pure stato all’estero a lavorare , sai , Parma , Novara , Zurigo.

Cosa vuoi comunicare quando disegni per strada ?

Le prime volte volevo creare qualcosa che non chiudesse. Avevo pensato di disegnare angeli fuori dalle chiese perchè mi sembrava strano contenere tutta questa spiritualità in alcune caserme di qua e là. Ora credo che la bellezza stia troppo tempo in scatole come il computer e la televisione , pure la Street Art è finita maggiormente in internet , lo sappiamo tutti ma ci piace perché comodo. Devo dire che quando disegno per strada mi perdo ancora di più in quest’idea dell’ignoto , mi piace il fatto che certa gente alle ore piccole sta in giro per spacciare droga , pulire le strade , fare casino , ma ci stanno pochi a dipingere , ti fa sentire abbastanza parte di qualcosa di ridicolo e forte , mi piace l’idea di spiegare questo momento , lasciare qualcosa di forte e ridicolo sui muri.

Come affronti invece le mostre , il mondo dell’arte claustrofobica, i signori in giacca e cravatta che guardano le tue opere?

Quando ero piccolo vedevo della gente vendere le macchine usate al concessionario vicino a casa , mi sembrava la gente più imbecille del mondo ma ci tenevano a fare bene il loro lavoro , ci mettevano tanto di quell’energia imbecille e cravatte bruttissime da rovinare mezzo mondo con lo smog. Io non avrei la forza per fare certi lavori , tanto di capello a questi che hanno costruito un mondo di guadagno intorno alle nostre pazzie. Minchia , sai che per un periodo tra i 15 e 16 anni lavoravo in una fabbrica di Moquette e il mio superiore era anche uno che spacciava per gli Hell’s Angels e mi faceva nascondere tra i rotoli giganti di Moquette puzzolenti per delle ore mentre andava a “fare delle faccende.” Così nessuno sgammava ne lui ne me e pensavano che fossimo in giro a fare delle commissioni, altro che claustrofobia!

arezzo Intervista a Marvin Tiberious Crushler

Ho visto numerosi tuoi video in stop-motion, sono interessanti, si vede di tutto, dagli stencils, alla pittura, inserisci oggetti, crei armonia tra il vedere e l’ascoltare, perché anche la musica che metti ha un suo perché… Cosa rappresenta per te questo tipo di lavoro, la realizzazione di un video da cosa nasce, è forse uno dei modi per valorizzare ancora di più il tuo immaginario ?

A me piaceva l’idea di fare un quadro che facesse ballare la gente , molto più facile fare un drink che far ballare alla gente , oppure una canzone o un video o qualcosa che ti nutre e ti pizzica in qualche modo. Da piccolo mia madre portava a casa un sacco di musicisti e ballerini. Lei faceva danza contemporanea e lavorava anche per un agenzia che gestiva concerti Blues , forse mi mancava quel lato della mia vita che si combacia assai bene con la vitalità che può avere l’arte. Che tristi che sono gli artisti tante volte , pure l’Hip-Hop e l’atteggiarsi Street mi rompe assai , sembra che fare su un canna sia l’unico balletto che renda omaggio alla nostra cultura attuale. Volevo vedere ballare qualcuno , è per questo che faccio questi video.

Quali sono le tue influenze, chi sono gli artisti o le persone che secondo te ti hanno aperto la mente ?

Sono tante le persone che mi influenzano , pure vedendo delle persone infossarsi mi fa pensare che nel piccolo potrei dare una mano a portare qualcosa di nuovo o almeno qualche energia diversa in certi ambienti. Un problema attuale in Italia è che nessuno si muove tanto , sembra che esporsi integralmente sia la morte assoluta e così restano soltanto personaggi e non persone intere. Mi dispiace che persone che mi influenzano e mi danno tanto sul piano personale non riescano a dedicarsi del tutto ad un attività artistica che gli porti a sentirsi utili o se stessi. Lo so che posso differenziarmi o sentire quel bel distacco che ti da un’altra provenienza , ma mi sto rendendo conto che non c’è tempo da perdere e che c’è tanto lavoro da fare, mi piacciono quelli che trovano sempre qualcosa di nuovo non per vantarsi ma per lavorarci su , un po’ tutti sono così ma tanti non si lasciano andare , sarebbe la fine del personaggio.

Napoli , adesso è la città in cui vivi….me la descrivi ?

Ci sono dei momenti in cui mi sembra un bel posto , forse per il mare o per i sapori ma questi sapori sono sempre gli stessi. A livello culturale credo comandi una retorica basata su un orgoglio antico , un orgoglio che gira nei musei come gli zombie del video “Thriller” di Michael Jackson. Fanno tante mostre di arte concettuale che a mio parere sembrano una specie di materia grigia comodissima. La Street Art è abbastanza una cosa che fanno tutti , c’è un parrucchiere che attacca più cose , di tutti i poster artist di Berlino , c’è Francesco dei traslochi che sta spaccando con dei paste up in plexiglass. In genere sembra veramente che sia appena finita la seconda guerra mondiale e devono ancora riprendersi per fare le cose sul serio. Questo può essere bellissimo o tristissimo , dipende molto da te ! Non è un posto facile , una notte la ragazza di uno mio amico mi è corsa incontro gridandomi : “hanno la pistola, lo devi salvare, lo devi salvare!” Sono corso incontro a due tizi a volto coperto che puntavano la pistola a questo mio amico e ho pensato , : “che cazzo faccio adesso, che cazzo devo fare io qua con due mani e questi capelli biondi” Mo’ vediamo.

asunshine7 Intervista a Marvin Tiberious Crushler

Busstop: A film with drawings by Eric Sweet and Ryan Spring Dooley

Se sei interessato ai lavori di Marvin, visita il suo sito

Intervista di Diego Knore
Traduzione inglese di Francesca Pozzobon